Giovanni Massarelli

Il nostro ricordo di Giovanni Massarelli. Vogliamo ricordare, a sette anni dalla morte, Giovanni Massarelli, una figura sicuramente importante sotto il profilo politico e culturale nella storia della nostra città, dove era nato l’11 marzo del 1924. Nel 2016, in occasione nel primo anniversario della scomparsa, gli Amici del Fondo Ranalli, decisero di ricordarlo con una breve raccolta di immagini e interventi in un video, “Giovanni Massarelli – Libri e appunti per il futuro”, presentato presso la Scuola Cesare Laurenti nel corso di un incontro al quale partecipò anche il sen. Giovanni Ranalli.

Sul canale YouTube "Amici del Fondo Ranalli" è visualizzabile il video. Ricordiamo brevemente che Giovanni Massarelli e Giovanni Ranalli avevano frequentato le scuole elementari in via XVI Settembre e si sarebbero ritrovati ancora insieme, dopo la seconda guerra mondiale, nella ricostruzione della Camera del Lavoro. Successivamente l’impegno politico li avrebbe visti impegnati in partiti diversi, il Partito socialista e il Partito comunista, ma con obiettivi comuni quali lo sviluppo della giustizia sociale, la crescita della classe lavoratrice e lo sviluppo della città. Massarelli, negli anni cinquanta e sessanta fu eletto più volte consigliere comunale nel PSI, nominato Assessore, poi Vice Sindaco e infine Sindaco di Civitavecchia, carica che ricoprì tra il 1964 e il 1967. Successivamente ricoprì la carica di membro dell’ufficio di presidenza dell’Associazione Nazionale Cooperative Agricole della Lega Nazionale delle Cooperative. Nel 1976 fondò il Circolo politico culturale Lelio Basso, con l’obiettivo di raccogliere contributi che fossero utili per uno sviluppo futuro della città oltre le attività tradizionali.Negli ultimi anni dedicò il suo tempo a ricostruire dal suo originale punto di vista quasi un secolo di storia in due libri autobiografici, Classe 1924 e Una città in bilico scritti insieme a Nando Mori. Nell’ultimo lavoro, Tricolori sulla Fortezza, espresse il suo interesse per la storia cittadina raccogliendo alcuni suoi brevi articoli pubblicati nei giornali locali con storie e personaggi dell’Ottocento utili a comprendere anche il presente e i suoi limiti “nell’auspicio- scriveva – che gli attori sociali ed economici, anche della nostra città, siano capaci di uscire dalle logiche corporative e individualistiche e porsi al servizio della società, rivitalizzando i principi basilari della democrazia e, forse, di una nuova etica” concludendo come “questo auspicio e questa speranza derivano dalle idee e dei valori che mio padre e mio nonno mi hanno trasmesso

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