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SALVIAMO IL FONDO RANALLI DAL VIRUS DELL’INDIFFERENZA

E’ difficile parlare di cultura in tempi di COVID. Altre sembrano essere le vere emergenze ma, appunto, “sembrano”. Teatri, cinema, musei, convegni, associazioni subiscono gli effetti di una crisi sanitaria che impone un distanziamento sociale, molto spesso in aperta antitesi con lo spirito stesso di tutto ciò che per definizione è coinvolgimento, impegno comune, stare insieme agli altri in un luogo fisico che nessuna virtualità potrà sostituireTardivamente ci si accorgerà di come la situazione attuale produrrà un’onda lunga con effetti gravi su spazi, esperienze, storie, memorie collettive e valori. Pezzi pregiati della nostra storia che si ritenevano consolidati risultano, al contrario, troppo fragili per resistere e potranno essere cancellati in tempi tanto rapidi quanto sorprendentemente duraturi.

Per questo l’Associazione “Amici del Fondo Ranalli-ODV” di Civitavecchia, di cui sono uno dei soci fondatori, avverte la responsabilità di lanciare l’allarme sulla  chiusura che incombe sul Fondo intitolato al Senatore, a appena sei anni di distanza dalla sua inaugurazione presso la scuola “Cesare Laurenti”.

Giovanni Massarelli ricordava in “Una città in bilico” come nel 2009 era nata la decisione di Giovanni Ranalli di una donazione alla scuola del suo patrimonio librario e artistico.

Un anno fa ci siamo ritrovati per raccontare agli alunni di quella scuola di via XVI Settembre, che ci aveva visto entrambi scolaretti nel 1930, le nostre esperienze scolastiche e di come fossimo consapevoli dell’importante ruolo che la scuola svolgeva e svolge nella società, oggi come allora. In un momento di grande commozione, Giovannino Ranalli promise che avrebbe lasciato in eredità a quella scuola la sua immensa biblioteca, come segno della sua gratitudine a un’Istituzione che gli aveva permesso di raggiungere mete impensabili. Ha mantenuto la parola: tutti i suoi libri saranno ospitati al terzo piano della scuola “Cesare Laurenti” e costituiranno una notevole fonte di ricerca per tutti gli alunni che troveranno la possibilità di consultare testi particolari che sono la raccolta di una vita dedicata al sapere”.

Maria Grazia Verzani, Arnaldo Massarelli, Giovanni Ranalli

Un gesto esemplare, un messaggio inviato alla città e alle giovani generazioni da una persona che aveva ricoperto incarichi amministrativi, politici e istituzionali di altissimo rilievo e per questo si definiva “Uomo di partito e delle istituzioni”.

Come sa chi l’ha visitato, il Fondo non comprende soltanto una biblioteca di oltre duemila libri, tra cui opere di grande pregio tra le quali il Codice Atlantico in edizione restaurata, ma anche una raccolta di quadri di importanti artisti (tra cui Carlo Levi, Ennio Galice, Giovanni Massaccesi, Renzo Vespignani) oltre a pregiate icone russe di fine Ottocento e arredi di notevole fattura. Tutto sistemato in tre ambienti della scuola.

In questi anni la nostra Associazione di volontariato non si è limitata a favorire la consultazione delle opere, ma ha anche avviato progetti e attività diverse: presentazione di saggi, documentari, la lettura con “Ioleggoperché” e la formazione con i corsi di Alternanza Scuola-Lavoro e oltre duecento studenti partecipanti, progetto Leonardo da Vinci e Luigi Calamatta. Il Fondo è stato anche uno dei centri culturali visitati, per il 400° anniversario dell’ambasceria di Hasekura Tsunenaga, dalla delegazione della Città di Ishinomaki alla quale sono state presentate le realizzazioni degli alunni della Scuola Laurenti.

Tutto questo ci è parso il modo migliore per onorare la memoria del Senatore rispettando la sua volontà di offrire un’idea viva dell’istruzione e della cultura, favorendo il rapporto tra la scuola e la città.

Con questo scopo sono stati creati canali interattivi di comunicazione, il sito internet fondoranalli.org, la pagina Facebook, il canale YouTube per divulgare i contenuti e le iniziative del Fondo oltre i confini cittadini.

Nulla lasciava prevedere quello che è accaduto nelle ultime settimane. Per esigenze didattiche la scuola ha richiesto l’uso di due dei tre locali e programmato l’occupazione di tutti gli spazi ad esso dedicati.

Di fatto il Fondo è stato smantellato, i suoi pezzi ammassati alla meglio, e la scuola è intenzionata a trasferirlo in altra sede.

Non possiamo che manifestare la nostra preoccupazione perché appare più che fondato il rischio che in una situazione così confusa si verifichino dispersioni e danni ai beni. L’Associazione è pertanto interessata a salvaguardare il patrimonio artistico e culturale e continuare a promuoverne la missione iniziale.

Allo stesso tempo non si può non sottolineare che ci troviamo in presenza di uno stato di crisi generale dell’associazionismo culturale cittadino, che si evidenzia soprattutto in problemi di carattere economico e nella inesistente disponibilità di spazi fruibili che la crisi sanitaria ha solo accentuato. Tutto è fermo, ma sappiamo che tutto ciò che non si sviluppa finisce per far regredire il sistema sociale complessivo. Il Fondo Ranalli non è che la punta di un iceberg, spetta ora alle Istituzioni trovare nella piena collaborazione di tutti una soluzione idonea.

E’ importante fare di questa “emergenza” un’occasione di riflessione e di iniziativa più generale, perché la cultura non può morire, prima che per il virus, per la nostra indifferenza.

GIORGIO ZINTU

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