Correnti

SALVIAMO IL FONDO RANALLI DAL VIRUS DELL’INDIFFERENZA pubblicato su spazioliberoblog.com da FRANCESCO CORRENTI

La gravità del fatto è inaccettabile. Nel mondo, credo che il 90% (una stima del tutto ipotetica ma non lontana dal vero e forse per difetto) del patrimonio artistico e culturale collettivo (per non dire di quello intellettuale) è fatto da lasciti e donazioni di “Grandi Anime” che hanno creduto ad una loro missione generosa nei confronti del paese natio e dei suoi cittadini. Sappiamo perfettamente che a Civitavecchia, purtroppo, queste azioni generose hanno avuto un esito vergognoso: basti pensare alla collezione Calamatta dell’ammiraglio Cialdi e ai fondi Piau reperiti per sistemarla nell’Infermeria Presidiaria ed a tutt’oggi irreperibili. In effetti, nonostante i tanti regali alla città di tipo non “patrimoniale” che si sentono spesso pubblicizzare, i lasciti non sono stati numerosi forse perché se ne intuiva la sorte. Ho letto qualcosa a proposito di Hasegawa… Non voglio citare altri episodi grandi e piccoli, vecchi o nuovi ma veramente penso che ignorare un impegno preso a nome della Città da parte di un’amministrazione e tradire la memoria del senatore Ranalli sia un fatto di gravità assoluta. Del resto, se parliamo di Alessandro Cialdi, Francesco Guglielmotti o di Luigi Calamatta e degli altri figli illustri che hanno onorato la Città, evitiamo di portare fiori o corone sulle loro tombe. O di portarci potenziali turisti (in un eventuale futuro senza restrizioni). La cura per “l’urne de’ forti” è un dovere civico pari a quello del rispetto delle volontà di un benefattore. Leggendo un intervento di Tarcisio De Paolis ho aggiunto che una soluzione di ripiego ma non peregrina per il Fondo Ranalli, potrebbe essere, se il Comune c’è, quella di… Non ho detto altro, ma anche su questo aspetto, che riprende quanto detto da Maria Grazia Verzani sulla mancanza di luoghi per la cultura dove custodire opere, donazioni e altro (argomento che ne spalanca altri), è indispensabile ed urgente chiarire le nostre idee.

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